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Aumento della franchigia minima: una boccata d’ossigeno o una pessima idea?

Da 20 anni la franchigia minima dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie è ferma a 300 franchi. Ora il Parlamento chiede che venga adeguata periodicamente e anche il Consiglio federale appoggia questa idea. Ma l’adeguamento della franchigia minima renderà i premi meno onerosi o farà aumentare ancora di più i costi sanitari?

Una riforma lungimirante per la Svizzera?

Il 24 novembre si voterà sul finanziamento uniforme delle cure ambulatoriali e stazionarie. In caso di approvazione, le prestazioni in futuro dovranno essere cofinanziate dai Cantoni e dagli assicuratori secondo una chiave di ripartizione dei costi uniforme, a prescindere che vengano erogate in ospedale, presso uno studio medico o in un istituto di cura.

In Svizzera serve una pianificazione ospedaliera nazionale?

Rispetto ad altri Paesi, la Svizzera presenta una densità di ospedali decisamente elevata. Esperte ed esperti concordano sul fatto che sarebbe bene istituire regioni intercantonali di assistenza sanitaria, anche per motivi di costi. Ma nonostante i gravi problemi finanziari che affliggono tanti ospedali, si sta facendo poco. È ora di passare la palla alla Confederazione?

Iniziativa per premi meno onerosi: una misura giusta o troppo costosa che agisce solo sui sintomi?

Il 9 giugno in Svizzera si voterà tra l’altro sull’iniziativa per premi meno onerosi, la quale chiede che i premi a carico delle famiglie ammontino al massimo al 10 per cento del reddito disponibile. Il resto dovrà essere a carico della Confederazione e dei Cantoni. È una misura sensata oppure no?

Come si possono risparmiare i costi nel settore sanitario?

L’aumento dei costi sanitari è un vero e proprio grattacapo. Secondo il barometro svizzero delle preoccupazioni, i premi delle casse malati sono in cima alla lista: per il 2024 sono aumentati dell’8,7 per cento in media. Quali misure permetterebbero di ridurre i costi nel settore sanitario e quindi i premi? Due opinioni.

È il caso di ridurre l’orario di lavoro in Svizzera?

In Islanda, dal 2021, si lavora quattro giorni alla settimana per un totale di 35 ore a salario pieno. Anche grandi società come Panasonic e Unilever offrono condizioni analoghe e alcune imprese svizzere come Seerow, del settore informatico, hanno introdotto la settimana corta. Due diverse opinioni sulla riduzione dell’orario di lavoro.

Le reti di cure coordinate sono una buona soluzione?

Il sistema di cure integrate raggruppa fornitori di prestazioni, pazienti e assuntori dei costi nella sanità. Nell’ambito del secondo pacchetto di misure di contenimento dei costi, si propone di includere nella legge sull’assicurazione malattie (LAMal) le reti di cure coordinate come nuovi fornitori di prestazioni con l’obiettivo di rafforzare le cure integrate. Tali reti, la cui ammissione richiederà un mandato di prestazioni cantonale, dovranno essere sottoposte a obbligo contrattuale e definire la loro area di attività, con la possibilità di fornire solo prestazioni ambulatoriali.

Aumentare la franchigia massima per ridurre i costi?

L’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) è pensata per garantire a tutti l’accesso alle prestazioni mediche necessarie. Per evitare che i casi bagatella gravino sull’AOMS si ricorre al sistema delle franchigie, che richiede alle persone assicurate di assumersi una parte dei costi. Attualmente è possibile scegliere una franchigia compresa fra 300 e 2500 franchi. Aumentare la franchigia massima opzionale potrebbe rendere le persone assicurate più consapevoli dei costi?

È giusto che l’assicurazione di base si assuma i costi dell’omeopatia?

Dal 2012 l’assicurazione di base rimborsa i costi di cinque terapie di medicina alternativa, tra cui l’omeopatia. L’assunzione dei costi avviene a condizione che il trattamento sia effettuato da un medico appositamente formato, che deve inoltre essere in possesso di un attestato di capacità in metodi alternativi.

È giusto promuovere la ricerca nella medicina di genere?

Sempre più studi dimostrano che, nella ricerca e nella cura delle malattie, un approccio «neutrale» rispetto al genere non ha senso.

È giusto che l’assicurazione malattia si assuma i costi dei contraccettivi per i giovani sotto i 25 anni?

In Svizzera, preservativi, pillole, spirali e simili sono a carico dei cittadini. Una mozione propone invece di fornire gratuitamente i contraccettivi a tutti i giovani sotto i 25 anni.  

È il caso di rendere obbligatoria la restituzione dei premi?

Ai sensi dell’art. 17 LVAMal, gli assicuratori possono effettuare restituzioni volontarie dei premi, se in un anno i premi incassati in un cantone sono nettamente superiori ai costi cumulati (costi relativi al periodo precedente più quelli previsti per il periodo successivo). Ora alcuni cantoni vogliono obbligare gli assicuratori malattia a rimborsare i premi, se in un anno questi ultimi superano di un determinato importo le prestazioni.

Bisogna rimeditare la dispensazione dei medicamenti da parte dei medici?

In 17 cantoni su 19 della Svizzera tedesca i medici possono dispensare medicamenti direttamente ai loro pazienti. Nella Svizzera romanda, in Ticino e nei cantoni Basilea Città e Argovia, invece, ciò è ammesso solo in casi eccezionali. Berna e Grigioni hanno adottato una soluzione mista. Secondo un’interpellanza, la cosiddetta autodispensazione va ridiscussa nel Consiglio federale.

Iniziativa popolare «Per cure infermieristiche forti»

Il comitato dell’iniziativa popolare «Per cure infermieristiche forti» ritiene che la controproposta del Parlamento accolga richieste importanti senza però adottare misure sufficienti, pertanto mantiene l’iniziativa. La parola passa quindi agli elettori, che il 28 novembre 2021 si esprimeranno sulla questione. Ma quali sono i pro e i contro dell’iniziativa popolare?

È giusto frenare l’evoluzione dei costi sanitari tramite vincoli di budget?

Le «Misure di contenimento dei costi – Pacchetto 2» del Consiglio federale sono molto complesse. Fa discutere in particolare l’introduzione di un obiettivo di contenimento dei costi dell’AOMS. Tale proposta è stata quindi svincolata dal pacchetto e il relativo messaggio verrà approvato separatamente.

Gli assicuratori malattia devono ridurre le riserve?

Gli assicuratori malattia svizzeri sono tenuti per legge a costituire riserve nell’assicurazione di base per poter garantire la propria solvibilità anche in caso di eventi avversi straordinari. L’ammontare delle riserve dipende dal coefficiente di solvibilità: attualmente gli assicuratori devono disporre in ogni caso di riserve di almeno il 100 per cento dell’ammontare minimo prescritto dall’ordinanza. La revisione dell’ordinanza sulla vigilanza sull’assicurazione prevede per gli assicuratori malattia la possibilità di una riduzione volontaria delle riserve.

Ha senso introdurre un obbligo di vaccinazione?

Già nel 2019, in seguito all’aumento dei casi di morbillo, molti hanno chiesto a gran voce l’introduzione di un obbligo di vaccinazione. Dall’inizio della pandemia di coronavirus, il dibattito sull’«obbligo di vaccinazione per determinati gruppi di persone» si è fatto ancora più acceso. Ai sensi della Legge sulle epidemie, in presenza di una «situazione particolare» la Confederazione può dichiarare obbligatorie le vaccinazioni per i gruppi di popolazione a rischio. Lo Stato non può costringere nessuno, ma può infliggere multe.

Incentivi per le disposizioni del paziente

Medici, infermieri e istituti di cura, al momento di adottare misure mediche, tengono conto della volontà del paziente. Chi compila le disposizioni del paziente ha la certezza che la sua volontà sarà rispettata anche qualora non fosse più in grado di esprimersi o dovesse perdere la capacità di discernimento. In Parlamento è stata avanzata la proposta di offrire incentivi a chi allestisce le disposizioni del paziente.

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