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Sessione invernale: la battaglia per le reti coordinate continua

Durante la sessione invernale, entrambe le Camere del Parlamento hanno affrontato vari dossier di politica sanitaria e deciso in merito a un’ampia gamma di questioni. Nonostante gli appelli a una pausa nella politica sanitaria, alcune decisioni fanno aumentare ulteriormente la complessità.

Appianamento delle divergenze sul secondo pacchetto di misure di contenimento dei costi

Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati continuano a discutere se le reti di cure coordinate debbano essere incluse nella legge sull’assicurazione malattie (LAMal) come nuovi fornitori di prestazioni. Il Consiglio degli Stati vuole seguire il Consiglio federale e includere le reti, mentre il Consiglio nazionale lo scorso 9 dicembre 2024 ha ribadito la sua posizione di non voler ammettere le reti.

Nell’ambito dei medicamenti, il dibattito si è concentrato sui modelli di ripercussioni sui costi. Questi ultimi prevedono che l’assicurazione delle cure medico-sanitaria riceva una compensazione in funzione della cifra d’affari per i medicamenti caratterizzati da un grande volume di mercato. Le Camere sono ancora in disaccordo. L’introduzione della compensazione in sé è assodata, tuttavia il Parlamento dovrà esaminare nuovamente le basi di calcolo.

SWICA si impegna da anni per le cure integrate. La collaborazione dei fornitori di prestazioni nelle reti rappresenta un fattore di successo fondamentale a tal fine. Tuttavia, la doppia procedura di autorizzazione prevista dal Consiglio degli stati e una riduzione dell’aliquota percentuale comporterebbero un enorme onere amministrativo per gli assicuratori malattie. Le reti devono essere costituite e gestite dai fornitori di prestazioni. In questo modo le reti e gli assicuratori malattie possono negoziare i contratti, promuovere, garantire la qualità e al contempo rafforzare il controllo dei costi. SWICA sostiene pertanto la decisione del Consiglio nazionale di rinunciare all’introduzione di reti come fornitori di prestazioni a sé stanti.

Per quanto riguarda i modelli di ripercussioni sui costi, SWICA sostiene le istanze del settore per un’attuazione trasparente mediante l’abbassamento dei prezzi nell’Elenco delle specialità. A tal fine è fondamentale un adeguamento dei prezzi su base annua. Un aumento degli sconti o un rimborso agli assicuratori malattie dovrebbero avvenire solo qualora una riduzione dei prezzi non fosse appropriata.

Aumento della franchigia minima

Nell’autunno 2024, Esther Friedli e Diana Gutjahr hanno presentato al Consiglio degli Stati e al Consiglio nazionale due mozioni dello stesso tenore per chiedere un adeguamento della franchigia minima alle condizioni reali. Le due parlamentari chiedono che la franchigia ordinaria venga adeguata periodicamente alla situazione attuale dei costi nell’assicurazione delle cure medico-sanitarie. Il 4 settembre 2024 il Consiglio federale ha deciso di sostenere questa richiesta.

Nel frattempo sia il Consiglio degli Stati che il Consiglio Nazionale hanno accolto la rispettiva mozione. È presumibile che le due mozioni saranno trasmesse al Consiglio federale nella sessione primaverile 2025.

Diana Gutjahr ha argomentato al Consiglio nazionale che finora le misure per rafforzare la responsabilità individuale, come ad esempio l’adeguamento della franchigia minima, non sono state quasi mai prese in considerazione. L’ultimo aumento risale a 20 anni fa.

In linea di principio, le misure tese a rafforzare la responsabilità personale sono da accogliere con favore. Un contributo in tal senso può essere dato da un aumento della franchigia minima che comporta l’obbligo per le persone di sostenere una quota maggiore di costi quando fruisce di un trattamento medico. Tuttavia, nell’applicazione delle mozioni occorre garantire che le persone a basso reddito o quelle affette da malattie croniche non rinuncino a cure mediche necessarie per timori di natura economica. Per assicurare che l’adeguamento della franchigia minima freni davvero l’evoluzione dei costi nell’assicurazione malattie sociale, il margine di manovra per le cure integrate dovrebbe essere almeno mantenuto, senza che venga compromesso dalla burocrazia.

Forfait per l’incomodo e l’urgenza

A giugno 2024 il Tribunale federale ha suscitato incertezze nel settore delle cure d’urgenza negli ambulatori medici. Nei Cantoni francofoni, in particolare, le reazioni alla sentenza sono state molto forti, con annunci di scioperi durante le prossime feste natalizie.

Il Tribunale federale ha deciso che gli ambulatori walk-in e gli studi medici con orari più estesi (c.d. «permanence») non possono più addebitare supplementi per l’urgenza, perché i relativi medici si trovano comunque sul posto e prestano le cure d’emergenza durante il loro normale orario di lavoro retribuito.

Il Parlamento ha già reagito e numerose sono le mozioni presentate per salvare i servizi di pronto soccorso.

prio.swiss, la nuova associazione degli assicuratori malattie, e FMH, la Federazione dei medici svizzeri, concordano che le cure d’urgenza al di fuori degli ospedali non debbano essere messe a repentaglio. Le associazioni stanno pertanto lavorando insieme intensamente per porre rimedio a tale situazione insoddisfacente. Una delle priorità è rappresentata dall’adeguamento delle strutture tariffali ambulatoriali TARMED e TARDOC.

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